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James Astor
MICHAEL FORDHAM



Un innovatore della psicologia analitica

 


James Astor è analista formatore presso la Society of Analytical Psychology di Londra e membro della Association of Child Psychotherapists.

Michael Fordham aprì la strada dell’analisi junghiana in Gran Bretagna. Ne impostò il training sia per l’età adulta sia per l’infanzia, e fissò le regole e i principi affinché la formazione si sviluppasse lungo le linee scientifiche che egli aveva tracciato. La sua principale eredità è l’attenzione particolare rivolta alle interazioni tra il paziente e il terapeuta. In questo egli è vicino a Jung.
Fordham sarà ricordato anche per i suoi studi sull’infanzia. È attraverso il lavoro con i bambini che egli scoprì che il concetto di Jung del Sé si applica a tutto il corso della vita e affonda le sue radici nello psiche-soma, come alla fine pensava Jung. Scopo di Fordham fu quello di chiarirlo, e così facendo egli cambiò il modello junghiano di sviluppo dell’Io.
Ciò che apprese dai bambini riguardo la patologia del Sé gli permise di ampliare la propria comprensione dello sviluppo dell’Io nel suo lavoro con gli adulti. In tal modo mostrò come la psiche oscilli fra stati della mente – talvolta maturi, talvolta immaturi – che continuano con maggiore o minore forza nel corso di tutta la vita dell’individuo.
Nel suo lavoro sull’autismo egli evidenziò come il fallimento di una deintegrazione appropriata dia origine a un mondo folle di oggetti-Sé, in cui tutti gli oggetti-non-Sé devono essere distrutti: una visione condivisa con Frances Tustin, una delle più importanti ricercatrici in questo campo.
Fordham è l’ultimo dei fondatori di un movimento analitico, e come altri fondatori, ad esempio la Klein, Winnicott o Bion, ha introdotto qualcosa di essenziale nell’analisi. Fordham pose la psicologia analitica tra la psicoanalisi, soprattutto quella di matrice kleiniana, e le formulazioni originarie di Jung.
Impostò l’analisi junghiana del transfert nell’infanzia chiarendo gli aspetti caratteristici del contributo junghiano alla pratica analitica. La sua opera costituisce un punto di svolta negli studi junghiani.
Ciò che James Astor ha evidenziato in questo libro è che Fordham è stato fedele all’impegno assunto rispetto a Jung che “il migliore monumento che si può erigere in memoria di Jung è quello di utilizzare e sviluppare il suo lavoro piuttosto che lasciare che esso venga accettato passivamente e sterilizzato”.
In questo ha avuto successo.
La sistematicità e l’organicità con cui James Astor ha condotto la sua ricerca fanno di questo libro un utile strumento per gli studenti impegnati nel campo della psicologia analitica e un’efficace introduzione all’opera di Fordham per gli analisti interessati a capire le connessioni tra il pensiero post-junghiano e quello post-kleiniano.
 


SDL/31, pp. 400, f.to 14x21, Euro 22,00,
ISBN 88-87131-79-1, I ed. aprile 2006

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