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a cura del Centro Italiano di Psicologia Analitica
Istituto di Milano

Il Nuovo.
F
orme di Apertura all'Ulteriore
 



Prospettive
della Psicologia Analitica
 

 


Il CIPA (Centro Italiano di Psicologia Analitica) è una delle filiazioni nazionali della IAAP (International Association for Analytical Psychology). Attraverso i tre Istituti (Roma, Milano e Meridionale), il CIPA cura la formazione di nuovi analisti junghiani secondo i criteri determinati in ambito IAAP e promuove attività scientifiche e culturali, come il convegno da cui è stato ricavato il presente volume.
Il CIPA è anche Scuola di Specializzazione diretta alla formazione di psicoterapeuti di indirizzo junghiano mediante l’organizzazione di corsi post-universitari presso i tre Istituti citati.

INDICE

  • Presentazione (Enrico Ferrari)
  • Alcune note introduttive (Vito Marinis De Marinis)

    PENSARE IL PRESENTE, INCONTRARE IL FUTURO
  • L’inconscio tecnologico (Umberto Galimberti)
  • Oltrepassare il proprio passato: etica della conoscenza e conoscenza dell’etica (Anna Benvenuti)
  • Fuga nel futuro (Enrichetta Buchli)
  • “Il mondo ha da essere simbolico” (Maria Irmgard Wuehl)
  • Specchi e linga. Incontri tra psicologia analitica e psiche indiana (Kusum Dhar Prabhu)
  • Forse non sarà domani... (Vittorio Lingiardi)
  • Il cervello e la psiche. Neuroscienze e psicoanalisi: appunti per un possibile incontro (Augusto Gentili)
  • L’ulteriore possibile nell’etica della relazione (Patrizia Conti)

    CERCARE, TEMERE IL NUOVO. L'ESPERIENZA DELLA CLINICA
  • Tra alienazione ed emancipazione (Davide Lopez)
  • La “volontà si cambiamento” nel processo analitico come forma di apertura all’ulteriore: riflessioni cliniche (Giorgio Cavallari)
  • Una lettura psicopatologica in chiave junghiana delle nuove dipendenze (Francesco La Rosa, Francesca Picone)
  • Un’esperienza irripetibile? Un complesso psicotico “consumato fino in fondo” come condizione del “nuovo” (Corrado Guglieri)
  • Oltre il causalismo. L’ulteriorità del presente e dell’immediato in analisi (Enrico Ferrari)
  • La psicoterapia delle vittime di violenza sessuale: possibili modificazioni del setting e della tecnica (Alvise Orlandini)
  • Sogno e psicoterapia. Borderline e visione del mondo (Ferdinando Testa)
  • Modello junghiano e patologie somatoformi: l’importanza della funzione trascendente (Paolo Gallotti)
  • Il percorso adottivo in un servizio materno-infantile pubblico. Ruoli e funzioni della psicologia analitica (Salvina Artale)

    ATTRAVERSARE LA DISCONTINUITà, ABITARE L'ULTERIORE
  • Follia dell’apertura. L’oltre della conoscenza emozionale (Eugenio Borgna)
  • La Psiche e il Nuovo (Luigi Aversa)
  • La ricerca di sé. Strategie adattative e nuove possibilità identitarie (Enzo Vittorio Trapanese)
  • Il divenire dell’illusione (Nadia Fina)
  • L’immaginazione creatrice quale spazio di mediazione tra il senso proprio e la possibilità dell’essere altrimenti (Franco Bellotti)
  • Segnali al confine. L’“inquietante estraneità” e l’ambiguità del nuovo (Maria Ilena Marozza)

    WORKSHOP: CONDIVIDERE, IMMAGINARE, NARRARE
  • Un futuro ritrovato. Il corpo fra stupore, paura, sofferenza, riscatto (Elisabetta Franciosi, Marco Garzonio)
  • Sognare, pensare, apprendere nei gruppi. Note intorno a formazione e trasformazione (Rossella Andreoli, Monica Ceccarelli, Susanna Chiesa, Emilia Contardi)
  • L’emergere del nuovo nella clinica: dalla ripetizione entropica alla ripetizione generativa (Antonella Adorisio)
     
  • Relazione conclusiva (Maria Maddalena Pessina)

“L’epoca nella quale viviamo, dopo la crisi delle grandi verità ed esposta alla globalizzazione neoliberista in campo economico, è una cultura spaventata, spaventata anche dal confronto con altre culture che si fanno minacciosamente sempre più vicine. In tale situazione gli individui sembrano organizzarsi intorno alla paura, e quindi al bisogno di sicurezza. (...)
Gli organizzatori del convegno e anche i relatori, i cui lavori compongono il presente volume, hanno scelto invece un argomento controtendenza, in contrasto con lo spirito del tempo. L’oltre, l’ulteriorità rimandano sempre al di là delle nostre certezze. Spingono a guardare oltre l’Io e le sue convinzioni e oltre il noi, ne è esempio l’incontro fra colleghi di orientamenti diversi che si è tentato di realizzare nel convegno. L’oltre infatti determina uno Sguardo che produce disorientamento e che costringe ad assumere l’incertezza come fondamento. L’incertezza è uno stato dell’essere dell’uomo nel mondo, dal quale può derivare certo angoscia e spaesamento, ma che sola può promuovere ancora libertà, libertà di pensare, di conoscere, di vivere e trasformarsi. Situazione che ci rende certo più vulnerabili ma che ci consegna all’unica possibilità e responsabilità di un incontro individuale con la realtà. (...)
Il nostro convegno ha avuto, inoltre, l’ambizione di non limitarsi al presente ma ha invitato i relatori alla riflessione su un’altra accezione del concetto di ulteriorità, sul futuro. Il nuovo come futuro della nostra identità professionale, della nostra società, dell’uomo nel mondo occidentale.
Il futuro che oggi sappiamo non prevedibile, con la fine secolo, infatti, è tramontato, lo ricordiamo, il mito del progresso infinito e irreversibile e la condizione umana va oggi pensata come avventura incerta e imprevedibile.
Nel nostro contesto culturale abbiamo bisogno, quindi, di accogliere i nuovi pensieri, nuove teorie e nuove riflessioni con un ancoraggio alla dimensione etica. Non per realizzare esercizi di stile o per essere sul palco, o per essere nei salotti, o al servizio della new age, che promette pillole di felicità a poco prezzo, ma al servizio della compassione verso la sofferenza e nel tentativo di fare di quest’ultima, come scrive Jung in più parti, occasione per la maturazione dell’individuo” (da Alcune note introduttive di Marini De Marinis).


SDL/43, pp. 552, f.to 14x21, Euro 30,00,
ISBN 978-88-95601-18-2, I ed. novembre 2011

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