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Giuseppe Maffei
LE METAFORE
 
FANNO AVANZARE 
LA CONOSCENZA?



Sguardi
sul mondo junghiano


Giuseppe Maffei. Libero docente in Psichiatria. Membro AIPA e IAAP. Redattore della Rivista di Psicologia Analitica e direttore della rivista Psicoanalisi e metodo
Autore di numerosi articoli e pubblicazioni.

“Avere tra le mani questo libro vuol dire poter apprezzare – sentendosi invitati a un confronto serio – il percorso trentennale della scuola italiana di psicologia analitica o, come Maffei preferirebbe chiamarla, di psicoanalisi junghiana. Un percorso il cui sapore di ricerca vera si percepisce nell’assillo delle interrogazioni, nel tormentato rapporto con il caposcuola, nell’insoddisfazione per i risultati conseguiti e nell’impazienza di nuovi sviluppi, infine, e soprattutto, nel riferimento incalzante alla psicoanalisi postfreudiana. (...)
Il campo junghiano sembra (...) attestato in una rielaborazione dell’ispirazione del maestro, come se ciascun autore avesse allestito ‘la propria stanza come un mondo autosufficiente’. La metafora dice allora che ciascuno è arrivato a ‘concepire il proprio mondo parziale con una modalità totalitaria’, senza ‘scambi comunicativi interessanti’ interni alla psicologia analitica. Non solo, ma senza che dell’opera di Jung si dia una rilettura critica, capace di ricostruire in una mappa teorica il territorio lasciato da esplorare e, insieme, di evidenziare le eventuali differenze degli eredi rispetto al fondatore. (...)
Il corpus junghiano appare, secondo Maffei, percorso dalla tensione di molteplici opposizioni, ma senza che si dia la responsabilità di un ordine che decida in un senso piuttosto che in un altro. 
La lettura dei critici postfreudiani di Jung (Lacan, Winnicott, Gillibert, Bigras), rende avvertiti dei pericoli insiti in una lettura del lascito del fondatore della psicologia analitica sbilanciata verso l’atteggiamento archetipico-transpersonale, che trascura i conflitti personali e relazionali e riconduce tutto al legame con la psiche universale. (...)
Maffei sottolinea sempre, tuttavia, la linea interpretativa che privilegia, nella ricerca junghiana, la spinta alla differenziazione, che potrebbe avere, nella indagine archetipica, il riferimento alla evoluzione verso una sempre più complessa individuazione, che non è conseguibile se non coltivando ‘i propri mezzi di conoscenza’ al di là della fascinazione dell’ineffabile. (...) Così mi appare l’operazione perseguita da Maffei: lasciarsi avvicinare dalle critiche alla sua formazione, fino a condividerle parzialmente, mostrando però, e nello stesso momento, come sia possibile una interpretazione feconda, in avanti, del pensiero junghiano, tale da collocarlo lungo le linee di ricerca più avvertite della psicoanalisi contemporanea” (dalla Prefazione di Romano Màdera).

 

SDL/14, pp. 376, f.to 14x21, Euro 20,66
ISBN 88-87131-31-7, I ed. luglio 2001

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