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Maria Maddalena Pessina
SIMBOLO, AFFETTO
E OLTRE... 




Riflessioni attorno ad alcune 
categorie e tematiche junghiane




Maria Maddalena Pessina, laureata in filosofia all’Università di Venezia, è psicologa, psicoterapeuta, psicoanalista del Centro Italiano di Psicologia Analitica (C.I.P.A.) e membro ordinario dell’International Association for Analytical Psychology (I.A.A.P.). Vive e lavora a Milano.

“Il lavoro di Maria Maddalena Pessina va a collocarsi in un ambito cruciale della psicologia, cercando di mettere in luce le complesse interrelazioni tra affetti e capacità simbolica. (...)
La particolare accezione di simbolo che Jung ci consegna è (...) essenzialmente legata a quella capacità della coscienza umana di trasformarsi attraverso la continua oscillazione della soggettività tra i diversi registri antinomici. è infatti proprio un’antinomia, come la stessa Autrice confessa, a costituire lo spunto della sua riflessione: ‘Individuazione e collettività – dice Jung – sono una coppia di contrari. Due destini divergenti. Stanno reciprocamente in rapporto di colpa’. È solo infatti la ‘tensione’ dell’antinomia che funge continuamente nella capacità di trasformarsi della coscienza dell’uomo, generando così sempre nuovi significati progettuali. Si attiva così quella ‘funzione trascendente’ di cui parla Jung e che l’Autrice, con estrema precisione, colloca nell’ambito del superamento della ‘cieca lotta degli opposti riportando alla coscienza una nuova declinazione dei contenuti rappresentati’.
Nel lavoro della Pessina la funzione simbolica viene posta giustamente in relazione all’affetto, un altro concetto che la teoresi junghiana ha spesso trascurato e a volte frainteso. La dimensione affettiva viene vista sia in rapporto al versante linguistico – e, soprattutto, a quel complesso fenomeno che è l’interpretazione, strumento estremamente importante nell’operatività dello psicoterapeuta – sia in relazione alla possibilità che la psiche ha di scindersi dando origini a quadri psicopatologici di estrema complessità.
Non viene trascurata, nel lavoro di M. M. Pessina, la teoria dei complessi che Jung ci ha lasciato come unica possibilità di fondare una teoria della psiche minimamente sistematica; anche qui l’Autrice riprende le recenti rivisitazioni che di tale concetto hanno dato gli autori del ‘neo-junghismo italiano’, cogliendone le valenze più significative e importanti.
Tutto il libro, pur non negando gli aspetti più consolidati dello junghismo, propone e cerca di inserire nel dibattito attuale gli aspetti più moderni della teoresi junghiana; e questo è senza dubbio il pregio più importante della fatica dell’Autrice.
L’affetto e il simbolo sono gli aspetti più fondanti dell’attività psichica dell’uomo, portato da sempre, ‘destinicamente’, a ‘tenere assieme’ (sun-ballein) gli opposti e a sporgere continuamente in ‘quell’oltre’ che M. M. Pessina ha saggiamente espresso nel titolo del suo lavoro” (dalla Prefazione di Luigi Aversa).


LST/25, pp. 104, f.to 14x21, Euro 12,00,
ISBN 88-87131-61-9, I ed. ottobre 2004



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