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Saverio Falcone
Francesca Succa
Guia Sambonet
IL
RITRATTO
che cura
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Una terapia
dal volto umano
Saverio Falcone, psicoanalista junghiano, membro del Cipa e della
IAAP. Esercita l'attività privata a Milano.
È abilitato alle analisi didattiche e alle
supervisioni presso l'Istituto di Milano del Cipa.
Da sempre interessato ai rapporti tra psicologia e arti figurative, con La
Biblioteca di Vivarium, di cui è co-fondatore,
ha pubblicato Francis Bacon, L'Edipo capovolto (1998),
il volume collettaneo Nella stanza dell'analista junghiano (2002),
Van Gogh, il buio che si fa luce (2016).
Francesca Succa, negli anni '60 frequenta la Scuola d'Arte del
Castello Sforzesco.
Per diversi anni disegna tessuti d'alta moda presso lo Studio Scalini.
Nel 1977 concretizza il suo interesse per l'uso della pietra come materiale
artistico.
Tra le sue pavimentazioni artistiche va ricordato un percorso di 100 metri
in Piazza della Vittoria a Lodi.
Guia Sambonet, fotografa dal 1975. Si è occupata di fotografia
urbana, di critica della cultura progettuale e dei rapporti
fra cultura e comunicazione. Dal 1981 in poi ha svolto la sua attività nel
campo dell'analisi del costume e delle attuali
produzioni culturali metropolitane, collaborando in veste di giornalista
free-lance e fotografa
e fotografa con diversi quotidiani e settimanali.
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INDICE
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Premessa: "Il Laboratorio"
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1. Tra fusionalità simbiotica e
rispecchiamento diadico
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2. Produzioni figurative
spontanee e loro rapporto con i sogni
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3. Gli otto componenti de "Il Laboratorio"
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4. Incursioni nell'arte figurativa: due
autoritratti di Vincent van Gogh
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5. I lavori di Giulia A. e di Ignazio C.
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6. Incursioni nell'arte figurativa: Pablo
Picasso prototipo di artista moderno
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7. I lavori di Federico G. e di Antonino P.
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8. Incursioni nell'arte figurativa:
Francis Bacon "Si uccide ciò che si ama"
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9. I lavori di Maurizio D e di Valeria L.
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10. Incursioni nell'arte figurativa: A.
Giacometti "Raffigurare l'uomo per quel che realmente è
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11. I lavori di Renata F. e di Fausto M.
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12. Breve esposizioni delle tesi sulla
psicologia dell'arte
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13. Spunti per un'interpretazione delle
produzioni figurative spontanee di pazienti in analisi
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Bibliografia
"Il
Laboratorio" nasce nel 1966 - più di dieci anni prima della legge 180 -
presso il Centro per la riabilitazione psichiatrica della Ussl 41 di Milano.
La sua strutturazione sanitaria si evolve nel corso del tempo e nel 1996 -
trent'anni dopo! - è una comunità diurna composta da una trentina di
pazienti, una psichiatra, la dott.ssa Antonietta Forcella, uno psicologo e
cinque operatori coadiuvati da alcuni specialisti esterni.
Oltre a partecipare alla vita della comunità, ogni paziente riceve
un'assistenza individuale completa in ragione delle sue necessità e del suo
stato: gestione della casa, rapporti con la famiglia, richieste e
amministrazione dei sussidi, cura personale e somministrazione dei farmaci.
Ne "Il Laboratorio" si svolgono alcune attività che danno luogo
alla produzione di oggetti offerti al pubblico nel corso di mostre
periodiche: ceramica, maglieria, pelletteria, bigiotteria, composizioni di
fiori secchi. Altre si configurano come attività fisiche: palestra e
piscina; altre promuovono esperienze ludico/educative: coro, lettura
giornali, lettura libri, giardinaggio, disegno; altre ancora sono delle vere
e proprie attività lavorative remunerate, finalizzate ai bisogni quotidiani
della comunità:: cucina, lavanderia e consegne.
Tra le attività ludico/educative rientra l'esperienza del "Gruppo
Ritratto". A questa singolare iniziativa di arteterapia, che è il tema
centrale di questo libro, partecipano, per libera scelta personale o su
invito, otto pazienti: due donne e sei uomini, di diverse fasce di età, di
estrazione sociale e formazione culturale, coordinati da una fotografa: Guia
Sambonet e da un'artista visiva: Francesca Succa, con la supervisione del
dottor Giuseppe Tonelli. Il gruppo affronta un nodo cruciale per pazienti
affetti da gravi turbe psichiche, quello dell'identità propria e altrui. Il
ritratto e l'autoritratto potrebbero agire da innesco per riconoscere e
separare il sé dal non sé, per non restare preda del gioco perverso delle
proiezioni, uno scoglio su cui continuamente si infrangono i tentativi di
attuare vere relazioni interpersonali. Vengo coinvolto dalle due conduttrici
con il compito di provare a dare una lettura del materiale che ne sortirà
alla luce della psicologia del profondo.
JED/33bis, pp.
134, f.to 14x21, ill. col., Euro
17,00,
ISBN 978-88-95601-66-3, I ed. novembre 2025 |